Il lavoro nobilita l’uomo

un’affermazione nota a tutti, che si suppone derivi da Charles Darwin, il famoso padre dell’evoluzione. Sicuramente, per “uomo”, in questo contesto, si intende essere umano, è ovvio. Quello però che non è ovvio è che per molte civiltà uomo significhi maschio, non essere umano. Diciamocelo, a parte alcuni casi, quasi tutte le civiltà del pianeta si basano sul denaro, e la mancanza di una quantità sufficiente di denaro non permette una vita dignitosa. Si aprono quindi due fronti, che ruotano attorno alla parola lavoro. C’è il lavoro pagato, che rende liberi e nobilita l’uomo, e c’è il lavoro scontato, gratuito, sottointeso, ovvio. Il primo, per molte popolazioni, è il lavoro del maschio, il secondo, è il lavoro della donna. Era così anche in Italia, fino a poche generazioni fa.

Il lavoro nobilita anche la donna

In un nucleo familiare, la dipendenza economica della donna nei confronti dell’uomo la mette in una condizione di dipendenza e sottomissione in quanto, per sopravvivere, la donna avrà per ovvi motivi bisogno dell’appoggio economico dell’uomo. Non avrà importanza, poi, se quella donna in casa probabilmente lavorerà più dell’uomo in fabbrica, avrà nella pratica importanza solamente il fatto che chi lavora porta a casa i soldi, chi lavora in casa invece, no.

In diversi punti del globo tuttavia la società è ancora ignorante e maschilista, come ho avuto modo di capire in un recente viaggio in Egitto, anche nel 2015. Secondo i discorsi di alcuni uomini, soprattutto mussulmani, è assolutamente normale che la donna debba sottostare alle decisioni dell’uomo.

La cosa, al maschio egoista ignorante e dominante, comincia ad andare stretta nel momento in cui la donna riesce ad ottenere un reddito, magari anche superiore a quello dell’uomo. Perchè è raro, ma può accadere.

Ecco che, se fino a prima, la donna doveva sottostare alle regole dell’uomo perchè

è normale che sia così

allora di colpo la donna deve dare i soldi che guadagna all’uomo perchè

è normale che sia così

e invece le cose possono cambiare.

Sono assolutamente convinto che tutti gli individui debbano possedere una loro autonomia ed autosufficienza per evitare di venire dominati. E se da un lato dispiace che in italia nel 2015 la donna, in un nucleo familiare, raramente può fare la mamma a tempo pieno per accudire i figli in una famiglia mantenuta economicamente da un padre, dall’altro lato invece da un enorme senso di giustizia sapere che maschio e femmina raggiungono la stessa altezza sociale, in una civiltà basata sul denaro, nel momento in cui “per necessità” anche la donna deve trovarsi un lavoro, lavoro che le darà un introito economico, e che le consentirà di non farsi mai soggiogare da nessuno, in primis, dal maschio, perchè il lavoro nobilita anche la donna.

il lavoro nobilita anche la donna

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